Stabilizzazione rifiuti solidi

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Questo processo viene utilizzato per modificare fisicamente e chimicamente le sostanze contenute nel rifiuto e di conseguenza il rifiuto stesso. L’obiettivo è quello di rendere il rifiuto idoneo al successivo stoccaggio finale in discarica o per riutilizzi industriali come la produzione di cemento o altri impieghi.

I processi di stabilizzazione-solidificazione realizzati riducono sia la mobilità degli inquinanti sia la superficie di contatto tra il rifiuto e le acque di percolazione, attraverso una duplice azione di fissazione chimica e strutturale, all’interno di una matrice inerte. La fase di stabilizzazione diminuisce la pericolosità del rifiuto, attraverso la conversione dei contaminanti nella loro forma meno solubile, meno mobile e meno tossica, in riferimento ai nuovi criteri di classificazione dei rifiuti pericolosi.

La fase di solidificazione trasforma il rifiuto in un materiale solido ad alta integrità strutturale, diminuendo la mobilità degli inquinanti, e quindi la loro possibile dispersione nell’ambiente.
Tali processi possono trovare applicazione presso l’industria nell’ambito del ciclo produttivo e depurativo in cui è prodotto il rifiuto, presso una piattaforma collettiva (a cui le diverse aziende conferiscono i propri rifiuti), oppure nelle zone di discarica per trattare rifiuti freschi in arrivo, e bonificare siti inquinati.
Gli impianti di stabilizzazione-solidificazione sono autorizzati per 97.000 t/anno e sono composti da due linee da 12 t/ora.